Bari:Inchiesta sugli appalti truccati alla ASL gli inquirenti puntano più in alto

Dopo aver smantellato il primo livello di una rete di corruzione radicata nella gestione degli appalti della Asl di Bari, gli inquirenti si preparano a colpire il secondo livello del sistema. L’indagine, che martedì scorso ha portato all’arresto di dieci persone (sei in carcere e quattro ai domiciliari), si concentra ora sulle responsabilità più alte all’interno dell’ente sanitario.

Il sistema degli appalti truccati
L’indagine, coordinata dalla pm Savina Toscani, ha fatto luce su un meccanismo consolidato di spartizione degli appalti. Grazie a pedinamenti, appostamenti e intercettazioni audio-video, gli investigatori hanno ricostruito come aziende “amiche” partecipassero alle gare presentando offerte non competitive o incomplete, permettendo così l’aggiudicazione degli appalti alle imprese predestinate.

Una volta ottenuti i contratti, i costi venivano gonfiati attraverso “varianti in corso d’opera”, una pratica abusata che quadruplicava le spese rispetto ai preventivi iniziali, drenando risorse pubbliche. Questo schema, oltre a favorire gli imprenditori coinvolti, alimentava un flusso di denaro illecito distribuito tra i partecipanti alla frode.

Focus sul secondo livello
Con il primo argine messo a chi rischiava di continuare a manipolare gli appalti o occultare i proventi illeciti, le indagini si spostano ora sulle responsabilità di chi, all’interno della Asl, non poteva non essere a conoscenza delle dinamiche corruttive. Gli investigatori stanno analizzando il ruolo di figure interne all’ente, indagate per omissioni o complicità.

Negli uffici amministrativi della Asl, infatti, circolavano cartelline colme di denaro contante e si selezionavano regali di lusso, offerti dagli imprenditori in cambio di favoritismi. Questo lascia ipotizzare una rete più ampia, che potrebbe coinvolgere dirigenti e funzionari, accusati di aver agevolato o ignorato consapevolmente le irregolarità.

Un’indagine destinata ad allargarsi
Le dichiarazioni dei dieci arrestati, unite alle prove raccolte, potrebbero ampliare il perimetro dell’inchiesta. Si profila una possibile escalation di responsabilità che potrebbe chiamare in causa non solo altri dipendenti della Asl, ma anche eventuali connessioni con figure esterne, inclusi rappresentanti delle istituzioni o della politica locale.

Le conseguenze per la Asl e il sistema sanitario
Questo scandalo solleva interrogativi preoccupanti sulla trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche all’interno del sistema sanitario. I danni economici e morali causati da queste pratiche alimentano la sfiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni e, in particolare, del settore sanitario, che dovrebbe essere un baluardo di integrità e servizio pubblico.

Mentre le indagini proseguono, la Asl di Bari è chiamata a fare i conti con una profonda revisione delle proprie procedure interne, per prevenire il ripetersi di tali abusi e ristabilire la credibilità dell’ente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: