PIEMONTESE PARTECIPA AI CONVEGNI PROMETTENDO INVESTIMENTI MA NON DICE CHE AUMENTERANNO LE TASSE REGIONALI
L’assessore al Bilancio Raffele Piemontese aumenterà dello 0,13% l’aliquota addizionale Irpef per i redditi sopra i 50mila euro. Decisione presa con sei voti favorevoli, quattro contrari e un astenuto la commissione Bilancio ha approvato il disegno di legge di adeguamento alla normativa statale degli scaglioni e delle aliquote dell’addizionale regionale Irpef. Questo influirà nel pagamento dell’energia tasse regionali suddivisa in quattro scaglioni di reddito di cui il primo fino a 15 mila euro, il secondo fino a 28 mila euro, il terzo fino a 50 mila euro ed il quarto oltre i 50 mila euro. La tassazione resterà invariata per i redditi ricadenti nel primo e secondo scaglione, ci sarà una riduzione dello 0,08% sui redditi del terzo scaglione e un aumento dello 0,13% sui redditi d’importo superiore ai 50 mila euro, aumento di 5 punti .
L’ incremento di aliquota sui redditi di importo superiore a 50 mila euro interesseranno 75.372 contribuenti, pari al 4,5% del totale. Piemontese ha dichiarato che il calcolo se declinato su ogni singolo soggetto comporta un aggravio di 19 euro annui per un reddito pari a 75 mila euro, mentre sale a 47 euro per i redditi pari a 100 mila euro.
Le entrate dai redditi oltre i 50 mila euro si agiranno intorno a 3 milioni di euro in più. Come volevasi dimostrare si promettono investimenti, si promettono contributi, come fatto per i ristoratori un anno fa che furono ricevuti dal Prefetto, presente anche Piemontese,il quale chiedeva il DURC regolare ,significa che i contribuiti dei ristoratori dovevamo essere stati pagati,in un periodo di 12 mesi che lo stato chiuse tutte le attività senza lavoro. Una richiesta che fece infuriare tutti i commercianti e ristoratori che non ebbero nulla dalla Regione Puglia.
Pertanto che dire, che la promessa fatta in campagna elettorale rimane solo una promessa fatta al pubblico e agli elettori, fatta dal candidato Piemontese che cercava di racimolare più voti possibili, cosa fatta, per accaparrarsi il maggior numero possibile di voti, per ampliare il proprio consenso popolare.Questo perché oramai i candidati hanno compreso che la loro richiesta di voti pone uno scambio con gli elettori, io do una cosa a te tu mi voti.Questo metodo fa vivere in perenne attesa l’elettore, il cittadino, facendolo vivere in sorta di speranza.Puntualmente viene disatteso una volta che il candidato viene eletto-le promesse vengono disattese una volta eletto e rompe il sistema, tu non mi dai i non ti do.Questo non fa altro che ridimensionare le prossime elezioni visto che le promesse fatte non sono state realizzate dal politico eletto.Come in questo caso si abbassano le tasse si faranno molti investimenti ma alla fine chi paga è sempre il cittadino contribuente fisso.